06
Jun
10

:: Grazie a tutti ::

Le repliche al Teatro Studio Frigia Cinque di Milano sono state un successo: record di pubblico sulla serata singola e sul totale delle tre repliche!

Ringraziamo il pubblico così caloroso e tutti coloro che ci hanno supportato.

Pressappoco ringrazia:
Stefano Fiorentino e Santino Preti; Marina Mantecon e l’Ambasciata Generale della Repubblica Argentina; Natalia Dupuy e il Consolato Generale della Repubblica Argentina; Carmen Canillas e l’Instituto Cervantes di Milano; Flavio Nascimbene; Manuel Ferreira e la compagnia Alma Rosé; Corrado Crisciani, Matteo Bergamini e Dario Sigona; Claudia Zanon; Marco Lorenzi, Laura De Venezia, Massimo Gualzetti, Daniela Vergani, Stefano Nicelli; Fabienne Agliardi; Annalisa Oldani; Vito Ferrone e Loretoprint; Digicopy; Eric Tornaghi; Luca Candelli, Vanessa Korn, Isacco Loconte, Serena Manzoni, Anna Serlenga; Virgina Ladron De Guevara; Alberto Favretto; Carrozzeria Margot.


12 maggio: conferenza “Hijos: il trauma dei figli dei desaparecidos argentini” con Flavio Nascimbene, Alejandro Librace, Francesca Lia

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21
Apr
10

EL SILENCIO ES SALUD – Teatro Frigia Cinque – 10, 11, 12 maggio

El silencio es salud va in scena! Vi aspettiamo numerosi al Teatro Frigia Cinque i giorni 10, 11 e 12 maggio.
Si tratta di uno spettacolo composto da tre brevi opere di Teatro Abierto (movimento teatrale argentino nato in opposizione al regime militare di Videla, 1976-1981), ognuna messa in scena da una regista diversa.
Prima delle rappresentazioni del 10 e dell’11 ci saranno degli incontri con il pubblico per introdurre e raccontare il Teatro Abierto e il contesto storico, sociale e politico in cui è nato e si è sviluppato (parteciperanno Manuel Ferreira, Flavio Nascimbene, Alejandro Librace, Francesca Lia, Roberta Peccatiello).
In concomitanza con lo spettacolo sarà allestita nel foyer del teatro una mostra sui desaparecidos presentata dall’Ambasciata Argentina e promossa dall’associazione Ali del Condor.

06
Apr
10

I patrocini

El silencio es salud ha ottenuto il patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Argentina

e dell’Istituto Cervantes.

Grazie del supporto.

30
Mar
10

Progetto “El silencio es salud”

Il progetto El silencio es salud nasce nel novembre 2009 dall’idea di mettere in scena alcuni testi di Teatro Abierto argentino.
Il ciclo del “Teatro Abierto 1981” è composto da una serie di 21 opere teatrali brevi – scritte da autori argentini nel periodo del regime di Videla (dittatore dal 1976 al 1981) e nate più o meno clandestinamente in cantine e spazi non convenzionali per poi approdare ai circuiti teatrali ufficiali – che raccontavano il regime, la repressione e la guerra in modo metaforico e poetico, così da non essere soggette a censura (“el silencio es salud” è appunto uno degli slogan del regime).
Inizialmente, l’obiettivo principale del Teatro Abierto era dimostrare l’esistenza di un teatro argentino vivo e di qualità, sotto l’espressione vamos a demostrar que existimos. Questo obiettivo mutò ben presto, senza perdere d’occhio la domanda chiave d’origine, in un teatro di denuncia dell’attualità, ma anche una lotta per la libertà democratica e la ricerca di un’identità e una coscienza nazionale.
Teatro Abierto rappresentava il punto focale dell’importante tesi della libertà di parola, della libertà di potersi esprimere anche contro un contesto che non raccoglieva consensi. Rappresentava inoltre l’affermazione del teatro come manifestazione artistica collettiva, con lo scopo di riscattare l’identità dell teatro argentino, di riaffermare cioè un teatro autenticamente nazionale, con una voce e un linguaggio propri, una tematica adeguata al contesto.

Come primo passo, sono stati selezionati tre testi da mettere in scena. Abbiamo scelto tre testi significativi che trattano il tema in modo differente: Decir si, di Griselda Gambaro, è un dialogo comico-grottesco che parla di rapporti di potere; Tercero Includido, di Eduardo Pavlovsky, vede come protagonista una coppia intrappolata nella paranoia di un nemico che non arriva; Criatura, di Eugenio Griffero, è il disperato monologo delirante di una gallina condannata a morte.

Si tratta di testi – tutti inediti in Italia – che parlano di guerra, censura e paura in modo metaforico e rappresentano un capolavoro e un patrimonio letterario e teatrale ancora sconosciuto fuori dall’Argentina e, in particolare, nel nostro Paese.
Un altro punto di estremo interesse è la possibilità di ampliare lo spettacolo, sviluppando scenicamente anche altri dei 21 testi del ciclo, fino a creare una sorta di repertorio, sfruttabile in varie modalità (rassegne, microeventi, cicli di incontri, repliche differenziate, ecc).




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